Amundi: diversificazione e protezione

5 Agosto 2020, di Matteo Germano (Amundi)

La settimana scorsa abbiamo valutato il miglioramento marginale della dinamica economica, la rotazione verso i titoli ciclici e i continui stimoli monetari e fiscali (l’ultima notizia in merito riguarda l’accordo sul Recovery Fund dell’UE). Tuttavia, abbiamo notato alcune aree in cui le valutazioni stanno diventando eccessive e ci siamo quindi chiesti quali segmenti richiedano un eventuale aggiornamento in senso migliorativo e quali invece continueranno a rimanere sotto stress. Pur mantenendo un approccio equilibrato, gli investitori dovrebbero abbandonare gradualmente la loro posizione conservativa per adottarne una più neutra, diversificando i rischi e aggiungendo valore relativo in Europa e negli Stati Uniti.

Idee ad alta convinzione

Manteniamo la nostra posizione moderatamente cauta sulle azioni americane per via del profilo rischio/rendimento svantaggioso, mentre abbiamo rivisto la nostra posizione sull’Europa, su cui ora abbiamo un giudizio neutrale, grazie al miglioramento del sentiment dovuto alla riduzione del premio al rischio, alle sue valutazioni interessanti rispetto agli USA, ai migliori dati economici e alla stabilizzazione delle revisioni degli utili.
La regione beneficerà anche del miglioramento del contesto per i titoli ciclici.

Per quanto riguarda i Mercati Emergenti, pur rimanendo per ora neutrali, abbiamo un outlook positivo e stiamo valutando le opportunità vista l’abbondante liquidità, il supporto a un posizionamento leggero e le aspettative di stimoli continui soprattutto in Asia, dove ci sembra in effetti che i primi Paesi colpiti dalla pandemia siano anche i primi a uscirne. La Cina è stata ad esempio il primo Paese in cui è stato attuato il lockdown ed è stato anche il primo a riprendersi, come dimostrato dagli ottimi dati sul PIL nel secondo trimestre. La nostra preferenza regionale continua ad andare alla Cina (buona tenuta degli utili societari), all’Indonesia (prudenza fiscale e valutazioni), alla Corea del Sud e a Taiwan per via dei forti stimoli e del miglior contenimento dell’epidemia.

Riguardo alla duration, manteniamo una posizione pressoché neutrale sui Treasury USA in un contesto di controllo della curva perché i rendimenti a breve si stanno muovendo in un range ristretto anche se tale trend non è stato riconosciuto in modo esplicito. È difficile prevedere un rialzo significativo dei rendimenti obbligazionari perché, stando alle indicazioni della Fed e della BCE, prima dell’inizio del 2020 non ci saranno modifiche alle politiche monetarie.
Manteniamo la nostra preferenza per i Treasury quinquennali rispetto ai Bund quinquennali per via del loro status di porto sicuro e degli acquisti di bond da parte della Fed.

Il debito dei Paesi periferici della zona Euro rimane allettante per via del supporto conferito dalla BCE, della spinta fiscale collettiva data dal Recovery Fund e della continua caccia al rendimento. Tuttavia, gli investitori farebbero meglio a monetizzare i guadagni sui BTP decennali e trentennali rispetto ai bund trentennali tedeschi per mantenere un profilo di rischio più bilanciato e disciplinato e rientrare quando si apriranno finestre interessanti.
Siamo positivi riguardo alle obbligazioni americane indicizzate all’inflazione per via delle valutazioni convenienti e delle forze reflazionistiche a lungo termine che emergeranno man mano che ci sarà una ripresa della crescita. Il credito rimane un’interessante fonte di rendimento visto che sia la Fed, sia la BCE hanno incluso le obbligazioni nei loro programmi di acquisto. Qui privilegiamo i bond in euro rispetto a quelli in dollari, e le obbligazioni societarie Investment Grade rispetto a quelle High Yield (HY). Visto che le obbligazioni HY potrebbero risentire dei tassi più alti di default e del rallentamento della crescita dei fatturati, è preferibile a mantenere la protezione di copertura.
In generale, è fondamentale condurre una valutazione dell’adeguatezza della liquidità. Riguardo al debito dei Mercati Emergenti, siamo ora positivi per via del miglioramento delle condizioni economiche in questi Paesi, dei solidi fattori tecnici e delle valutazioni interessanti degli spread.
Riguardo ai tassi locali, il principale driver del debito locale è l’esposizione valutaria perché in questo momento i margini per un’ulteriore compressione degli spread sono limitati. Per quanto riguarda le valute dei Mercati Emergenti, rimaniamo positivi riguardo quelle ad alto rendimento perché potrebbero beneficiare di un eventuale sentiment favorevole al rischio, del miglioramento della dinamica della crescita, della decelerazione dei contagi e della riapertura delle economie.
La positiva inversione di tendenza dei flussi dopo la massiccia correzione è un altro elemento favorevole, ma vanno monitorati con attenzione i rischi legati alla ripresa dell’economia, alla guerra dei prezzi del petrolio e alle tensioni tra USA e Cina. Per quanto riguarda le valute dei Mercati Sviluppati, manteniamo il nostro giudizio positivo sulla coppia NOK/EUR per via delle valutazioni e dei pacchetti di stimoli. Essa potrebbe offrire anche l’esposizione a uno scenario rialzista.

Rischi e coperture

I rischi principali, legati a una seconda ondata, a una Brexit senza accordo e alle elezioni americane, richiedono protezioni adeguate nei portafogli. Consigliamo JPY/USD (porto sicuro) e l’oro come protezione contro l’incertezza.