Onu: razzismo in Italia e Austria. E manda i caschi blu

11 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

L’Onu pronta ad inviare una sua task force in Italia in considerazione del forte incremento registrato di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e rom. L’annuncio arriva da Michelle Bachelet, Alto commissario Onu per i diritti umani aprendo i lavori del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani a Ginevra, in Svizzera.

“Abbiamo intenzione di inviare personale in Italia e in Austria per valutare il riferito forte incremento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom”.

Il Commissario poi ha sottolineato come gli sforzi dei governi per respingere gli stranieri non risolvono la crisi migratoria.

“Anzi causano solo nuove ostilità. È nell’interesse di ogni stato adottare politiche migratorie radicate nella realtà, non in preda al panico”.

Non si è fatta attendere la replica del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“L’Italia negli ultimi anni ha accolto 700mila immigrati, molti dei quali clandestini, e non ha mai ricevuto collaborazione dagli altri Paesi europei e quindi non accettiamo lezioni da nessuno, tantomeno dall’Onu che si conferma prevenuta, inutilmente costosa e disinformata: le forze dell’ordine smentiscono ci sia un allarme razzismo. Prima di fare verifiche sull’Italia, l’Onu indaghi sui propri stati membri che ignorano diritti elementari come la libertà e la parità tra uomo e donna”.

Anche la Farnesina guidata da Enzo Moavero Milanesi reagisce con un comunicato sulla stessa linea di Salvini.

“Inappropriate, infondate e ingiuste le dichiarazioni odierne dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, relative a presunte inadempienze italiane in materia di rispetto dei diritti umani dei migranti (…) l’Italia ha assicurato azioni concrete di sostegno ai Paesi di origine e di transito dei migranti, con progetti di cooperazione e di assistenza in svariati settori: dal controllo delle frontiere alla formazione, all’istruzione, alla sicurezza, all’emergenza sanitaria e alimentare, al miglioramento delle condizioni di vita nei campi di accoglienza. Vasti strati della società civile italiana sono stati e sono impegnati in svariate iniziative, caratterizzate da un approccio di aiuto ai migranti e rivolte alla tutela dei diritti e degli interessi di coloro che intraprendono viaggi terribili e restano vittime di sfruttatori e trafficanti di esseri umani con la speranza di una vita migliore, lontana da guerre, distruzione, povertà e carestie”.