Fonte: Ofi Invest AM
L’apertura del fondo Ofi Invest Alpha Yield al mercato italiano, giunta nel 2025, si inserisce nella strategia di sviluppo internazionale di Ofi Invest AM, uno dei principali operatori europei nel risparmio gestito. La proposta punta su una gestione attiva e flessibile del credito corporate, in un contesto in cui il ritorno del carry rende interessante l’obbligazionario, ma impone maggiore selettività e gestione del rischio. Ne abbiamo parlato con i manager della casa d’investimento transalpina, Nicolas Aubagnac e Antoine Chopinaud.
Ofi invest e il focus sul fixed income
“Ofi Invest è una società di gestione di grandi dimensioni: gestiamo oltre 200 miliardi di euro e siamo il quarto asset manager in Francia. Operiamo in un settore che si muove rapidamente, con molte operazioni di consolidamento, e oggi possiamo contare su una piattaforma ampia, con circa 700 persone. Siamo una controllata di Aéma Group, il quarto gruppo assicurativo francese, e questo si riflette anche nella profondità delle nostre competenze nel reddito fisso, che per noi rappresenta l’asset class più rilevante per masse e know-how”, ha spiegato Nicolas Aubagnac, Deputy Head of International Development di Ofi Invest AM.
L’apertura all’Italia con il fondo Alpha Yield
L’Italia non è stata scelta come mercato esclusivo, ma come primo punto di ingresso per la strategia di crescita. “Abbiamo iniziato dall’Italia e il riscontro degli investitori è stato positivo. Questo ci ha spinto a rendere progressivamente il fondo disponibile anche in altri Paesi europei”, ha sottolineato Aubagnac, ricordando come l’estensione ad altri mercati segua i tempi regolamentari. Il fondo si rivolge principalmente a investitori professionali. “Il target è rappresentato soprattutto da investitori wholesale e istituzionali: fund buyer, fondi di fondi, private bank e family office”, ha rimarcato ancora il manager di Ofi Invest AM.
Un’alternativa flessibile per gli investitori
“Il fondo ha raccolto bene presso investitori istituzionali e professionali e, in Francia, anche presso investitori retail evoluti. Lo consideriamo una possibile alternativa ai fondi a benchmark sul segmento high yield e a scadenza fissa che negli ultimi anni hanno attratto flussi offrendo rendimenti intorno al 4–4,5%, ma con universi di investimento molto rigidi. Alpha Yield mira a offrire un profilo di rendimento comparabile, se non migliore, con una maggiore ampiezza di opportunità. Con spread compressi e valutazioni tirate, continuiamo a vedere valore nel credito solo con una gestione attiva. Dal punto di vista settoriale, difatti, il portafoglio ha rafforzato l’esposizione ai finanziari. Banche e assicurazioni mostrano fondamentali solidi, risultati in crescita e buona resilienza patrimoniale”, ha spiegato Antoine Chopinaud, Portfolio Manager del fondo Ofi Invest Alpha Yield.
La trappola del rendimento e la view sul 2026
“La caccia al rendimento a qualunque costo è il principale errore da evitare. Siamo in una fase avanzata del ciclo del credito: nel segmento triple C si vedono rendimenti oltre il 10%, ma il rischio di default e ristrutturazione è elevato.
Preferiamo un equilibrio tra rischio e rendimento, puntando su un carry intorno al 5% senza assumere rischi embedded eccessivi”, ha avvertito il fund manager di Ofi Invest AM.
La view macro resta moderatamente positiva. “Sui dati statunitensi siamo costruttivi: inflazione e occupazione non sono state negative e, in alcuni casi, migliori delle attese. Ipotizziamo tagli dei tassi nella seconda parte dell’anno, mentre nel breve sarebbe difficile giustificarli. In Europa il quadro è più disomogeneo, ma coerente con il contesto: per questo manteniamo un posizionamento intermedio sul rischio”, ha concluso Chopinaud.