Non solo TTIP, anche gemello Ceta non piace all’Europa

8 Giugno 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Non solo Ttip. Anche il Ceta, ovvero il gemello siamese (come e’ già stato ribattezzato), del trattato commerciale con gli Stati Uniti, ma che coinvolge il Canada, sta facendo discutere.   “Se non vogliamo il Ttip, dobbiamo prima fermare il Ceta” dicono alcune associazioni e alcuni partiti politici, promettendo battaglia.

Come ricorda in un lungo articolo Lettera 43, dopo cinque anni di negoziati (iniziati a maggio 2009 e conclusi a settembre 2014) mancano solo la firma e il voto finale. “Se il Consiglio e il Parlamento europeo approveranno l’accordo nel 2016, il Ceta potrebbe entrare in vigore già all’inizio del 2017, previa approvazione dei legislatori canadesi”.

Che cosa e’ il Ceta?

“Per l’Ue – ricorda Lettera 43 – l’accordo  rappresenta il primo grande accordo commerciale con una potenza economica occidentale (per il Canada è il secondo dopo il Nafta, firmato nel 1992 con Stati Uniti e Messico). Promette vantaggi commerciali per 5,8 miliardi di euro all’anno, con un risparmio per gli esportatori europei di 500 milioni di euro all’anno grazie all’eliminazione di quasi tutti i dazi all’importazione. Uno studio congiunto Ue-Canada ipotizza 80 mila nuovi posti di lavoro”.

Si tratta tuttavia di vantaggi che i detrattori considerano inferiori ai lati negativi:

“Tra le maggiori preoccupazioni, quella che “con il via libera al Ceta, la maggior parte delle multinazionali americane, già attive sul territorio canadese, potranno citare in giudizio nei tribunali internazionali privati le aziende europee, avvalendosi della clausola Ics (Investment court system, ovvero il sistema giudiziario arbitrale per la difesa degli investimenti), omologo dell’Isds inserito nel Ttip, che tanti Paesi Ue stanno osteggiando”.

Fonte: Lettera 43