Yoox Net-a-porter: crescono ricavi, titolo balza. Rinnovato accordo con Armani
MILANO (WSI) – In crescita i ricavi di Yoox Net-a-Porter che chiude il trimestre confermando le attese per il 2016 e annunciando il rinnovo dell’alleanza con Armani fino al 31 dicembre 2025.
I ricavi netti del gruppo di e-commerce per il settore moda e lusso sono saliti a 446,2 milioni (+14,5% a cambi costanti e +13,8% a cambi correnti). Nei primi tre mesi dell’anno inoltre il gruppo ha registrato una media mensile di visitatori unici pari a 29,6 milioni, tradotta in 2 milioni di ordini (+16,7%) con un Average Order Value (IVA esclusa) pari a 324 euro, mentre il numero di clienti attivi si è attestato a 2,5 milioni al 31 marzo 2016.
La società ha comunicato inoltre il rinnovo con Armani per altri 10 anni per la gestione dell’online flagship store armani.com, cui è stato aggiunto il marchio A|X Armani Exchange.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.