Web tax, 4 Paesi si schierano verso il cambio di passo

26 Settembre 2017, di Alberto Battaglia

E’ ora che le attività commerciali compiute da big del web siano tassate in modo più equo: è questo nella sostanza il monito firmato dai Italia, Francia, Germania e Spagna in un documento congiunto che prepara il terreno al vertice di Tallin sul digitale, atteso per venerdì, e nel quale i capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea discuteranno la web tax: “Lo stesso contenuto, bene o servizio” dev’essere “soggetto a Iva nello Stato di consumo, senza pensare alla sua natura fisica o digitale”, scrivono i quattro Paesi, “i nuovi modelli di business” devono dunque essere “tassati efficacemente (…) Non ha senso applicare un doppio standard che in ultima analisi altera le condizioni della concorrenza”.
La linea guida rimane l’aggiornamento della legislazione “per assicurare che i profitti tassabili siano attribuiti dove viene generato il valore, per evitare l’erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti (BEPS)”.