Wall Street apre in calo: Dow Jones perde lo 0,77%
La giornata di contrattazioni a Wall Street è iniziata all’insegna dei segni negativi, influenzata dalle notizie contrastanti in arrivo dal Medio Oriente. Gli attacchi alle infrastrutture petrolifere hanno causato un nuovo aumento del prezzo del petrolio, mentre le dichiarazioni discordanti tra il presidente Trump e Teheran sullo stato dei colloqui per porre fine al conflitto hanno aggiunto incertezza ai mercati.
Sul fronte economico, gli Stati Uniti hanno registrato un aumento della produttività del settore non agricolo dell’1,8% su base trimestrale, un dato inferiore rispetto alla stima preliminare del 2,8%. Allo stesso tempo, il costo del lavoro è cresciuto del 4,4%, superando ampiamente il dato iniziale del 2,8%.
Attualmente, l’attenzione degli investitori è rivolta ai nuovi dati del PMI manifatturiero di marzo, che potrebbero fornire una prima indicazione sull’impatto della guerra in Iran. Tuttavia, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha sottolineato che è “troppo presto per conoscere la portata e la durata dei potenziali effetti del conflitto sull’economia”, segnalando che l’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe spingere al rialzo l’inflazione nel breve termine.
A New York, il Dow Jones ha registrato un calo dello 0,77%, seguito dall’S&P-500 che ha chiuso sotto i livelli della vigilia a 6.545 punti. Anche il Nasdaq 100 ha subito una lieve flessione dello 0,63%, mentre l’S&P 100 ha segnato un ribasso dello 0,55%.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo