Vino: cantine italiane a rischio tra rincari e sanzioni Russia, aziende Prosecco pronte ad alzare i listini

29 Marzo 2022, di Redazione Wall Street Italia

Non solo grano. Il conflitto Russia-Ucraina e le sanzioni imposte contro Mosca stanno mettendo in ginocchio anche le cantine italiane, che da una parte devono far fronte a un aumento generale dei costi di produzione, a causa dei rincari della bolletta energetica e di vetro, carta, sughero, legno e trasporti, e dall’altra affrontare un calo delle esportazioni verso il mercato russo, oltre che le difficoltà della ristorazione.

L’Italia infatti è il primo paese fornitore di vino in Russia, con una quota di mercato di circa il 30%, davanti a Francia e Spagna. Nel 2021, il mercato italiano del vino ha registrato un boom della domanda di spumanti, a partire da Prosecco e Asti, ma tra le denominazioni più apprezzate ci sono anche i vini Dop toscani, siciliani, piemontesi e veneti.

Secondo i dati di Coldiretti, l’Italia ha esportato direttamente vino in Russia per un valore di 150 milioni di euro con un trend di aumento del 18% nel 2021 che ora rischia di essere frenato dalle sanzioni, con difficoltà nei pagamenti persino per gli ordini già effettuati. Alcune spedizioni infatti sarebbero state interrotte, mentre un certo numero di operatori ha ridotto il periodo di differimento dei pagamenti o l’ha annullato del tutto.

“Una situazione insostenibile per il vino tricolore,”, ha avvertito la Coldiretti, secondo cui è necessario, se non inevitabile un adeguamento dei listini per garantire la sopravvivenza di un settore determinate dell’agroalimentare Made in Italy che dalla vendemmia alla tavola offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone.

L’allarme è arrivato anche dall’Unione italiana vini (Uiv), che nei giorni scorsi ha tenuto un tavolo con oltre 70 aziende del settore. Uiv ha rilevato per esempio come le imprese del vetro stanno inviando lettere commerciali in cui di fatto non garantiscono più la certezza della fornitura, annunciando modifiche unilaterali ai contratti in essere e in scadenza a fine anno, comunicando ulteriori aumenti nell’ordine del 15% in aggiunta al +15% di fine 2021. Lo stesso vale per le forniture di carta, cartoni, gabbiette di alluminio per gli spumanti.

Inevitabile, quindi, che anche le aziende del vino ricorrano ad aumenti dei listini con il rischio però di catapultare fuori mercato il vino italiano nel mondo, in particolare nel segmento popular. “Le principali imprese del Prosecco hanno deciso di scrivere a tutti i clienti comunicando un aumento percentuale in doppia cifra sul prezzo delle proprie bottiglie a partire da aprile, perché non ci sono più i margini per riuscire a lavorare”, ha detto il consigliere Uiv, Alessandro Botter.

E così dopo pasta, pane, biscotti e latte (leggi QUI per approfondire), nelle prossime settimane potremmo vedere un aumento dei prezzi anche dei vini. Un brindisi “Prosit” che potrebbe andare di traverso.