Bce: sottovalutato l’impatto dell’euro forte, ma QE verrà ridimensionato

5 Ottobre 2017, di Daniele Chicca

L’impatto dei tassi di cambio, con l’euro in rafforzamento sul dollaro Usa, è stato sottovalutato nelle proiezioni della Bce, creando rischi al ribasso. Lo hanno osservato alcuni membri del board la Banca centrale dell’area euro nei verbali della riunione di politica monetaria di settembre. La Bce è concorde nel trovare maggiori margini e flessibilità in materia di interventi in entrambe le direzioni (per una politica più aggressiva o ancora più accomodante). Il Chief Economist della Bce Peter Praet ha esortato la banca centrale a “monitorare da vicino” i tassi di cambio. Bisognerà inoltre, si evince dai verbali, fare attenzione alle aspettative di mercato e ai rischi di sbalzi di prezzo indesiderati.

Sebbene la politica dovrebbe restare estremamente accomodante in tutti i casi, l’intensità del piano straordinario di alleggerimento monetario potrebbe essere in qualche modo ridotta. Il board della Bce ha discusso di un eventuale abbassamento lieve della mole di acquisti di Bond accompagnato da una restrizione della durata del programma di Quantitative Easing oppure di una riduzione più ampia della portata, allungando però la durata. Sono stati valutati i pro e contro di entrambe le strategie.