Vacanze: un italiano su quattro ha paura, influenzato dal terrorismo

19 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Gli ultimi tragici attentanti hanno influenzato la scelta delle vacanze degli italiani per poco, solo 1 su quattro, circa il 27% ma la percentuale sale al 41% tra i giovani di 18 e 24 anni, spinti di più a raggiungere mete estere per le ferie. A rivelarlo un’indagine della Coldiretti, “Vacanza Made in Italy”.

“La grande maggioranza degli italiani privilegia la permanenza in Italia, anche se non manca chi coglie l’occasione delle vacanze per varcare i confini magari scegliendo più attentamente i luoghi di villeggiatura. Dei 35 milioni di italiani che hanno scelto di andare in vacanza solo il 27% si recherà per qualche giorno in un Paese europeo ed il 9% negli altri continenti, soprattutto negli Usa e in Asia. E in Italia anche se resta il mare a fare la parte del leone per 7 italiani su 10, seguito dalla montagna con il 24%, si assiste alla ricerca di alternative meno affollate con il raddoppio delle presenze in campagna che è scelta dal 9% dei vacanzieri”.

Secondo la Coldiretti, le mete considerate pericolose che verranno abbandonate sono la Turchia, la Tunisia e l’Egitto ma anche la Francia.

“Al contrario si registra un aumento degli stranieri che scelgono l’Italia come Paese più sicuro rispetto ai problemi legati al terrorismo, con gli arrivi dall’estero stimati in aumento dell’1,8% tra maggio e ottobre. Quest’anno quasi la metà dei vacanzieri estivi lungo la Penisola sarà straniero con Germania, Usa e Francia che salgono sul podio degli arrivi nel Belpaese in ordine decrescente. La questione della sicurezza è uno dei fattori che influenza la destinazione della vacanza, ma insieme alla storia e alla cultura il vero valore aggiunto del soggiorno in Italia è diventato il cibo. Più di sei stranieri su dieci (62%) durante le vacanze nel territorio nazionale fanno shopping di cibo che batte nettamente negli acquisti i tradizionali souvenir (50%), l’abbigliamento (48%) e l’artigianato (25%). La passione per il cibo aggiunge l’apice per i russi con una percentuale dell’87%, spinta anche dall’embargo che ha fatto sparire i prodotti italiani dalle loro tavole, ma è trasversale per tutti i Paesi dalla Germania all’Inghilterra e alla Francia, ma anche Usa, Cina, e Giappone, secondo uno studio Confimprese. Vino, formaggi ed olio di oliva Made in Italy raccolgono gli interessi dei turisti stranieri anche se con aspettative diverse a seconda delle nazionalità”.