Usa: secondo calo consecutivo per ordini beni durevoli, effetto Pentagono
Secondo mese consecutivo di ribassi per gli ordini dei beni durevoli. La flessione è stata provocata principalmente dal calo della domanda da parte del Pentagono. A dicembre, le nuove richieste di beni durevoli sono così scese dello 0,4%, rispetto al balzo +2,2% atteso dagli analisti.
Il calo inatteso è stato provocato dalla minore domanda di attrezzature utilizzate nel ramo della difesa, tra cui jet e strumentazioni. Debolezza anche per la domanda di metalli primari e di computer. Altri settori del settore manifatturiero Usa hanno riportato performance migliori; per esempio, gli ordini di nuove auto sono balzati del 2%, mentre addirittura quelli di aerei commerciali hanno segnato una crescita +42%.
Una buona notizia arriva inoltre dal trend degli ordini per i beni capitali, +0,8%, in rialzo in tutti i mesi del quarto trimestre del 2016.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.