Usa, la domanda di acquisto di case rimane invariata nonostante il calo dei tassi dei mutui
La scorsa settimana ha visto una diminuzione dei tassi dei mutui, un evento che, sorprendentemente, non ha portato a un aumento significativo della domanda da parte degli acquirenti di case. Secondo i dati forniti dalla Mortgage Bankers Association, il volume totale delle domande di mutuo è rimasto pressoché stabile, registrando un incremento marginale dello 0,4% rispetto alla settimana precedente.
Il tasso di interesse medio contrattuale per i mutui a tasso fisso trentennali è sceso al 6,09%, dal 6,17% della settimana precedente, segnando il livello più basso dal settembre 2022. Questo calo ha portato a un aumento delle domande di rifinanziamento del 4% rispetto alla settimana precedente, un notevole incremento del 150% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando i tassi erano più elevati di 79 punti base.
Al contrario, le richieste di mutuo per l’acquisto di una casa hanno subito una diminuzione del 5% durante la settimana, anche se su base annua si è registrato un aumento del 12%. Nonostante i tassi ipotecari più bassi stiano migliorando l’accessibilità economica, i prezzi delle case restano leggermente superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’incertezza economica continua a gravare pesantemente sui consumatori, frenando così una ripresa più marcata del mercato immobiliare.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo