USA, la creazione di posti di lavoro delude a dicembre 2025
Il mercato del lavoro statunitense ha mostrato segnali di debolezza a dicembre 2025, con un numero di nuovi impieghi creati inferiore alle aspettative. Secondo i dati del Bureau of Labour Statistics, sono stati registrati 50 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli, un dato deludente rispetto al consensus che prevedeva 66 mila nuovi impieghi.
Nonostante la creazione di posti di lavoro sia stata inferiore alle attese, il tasso di disoccupazione è sceso al 4,4%, migliorando rispetto al 4,5% previsto dagli esperti. Questo calo è stato visto positivamente, ma non è riuscito a compensare la delusione per i dati complessivi sull’occupazione.
Nel settore privato, la crescita è stata particolarmente debole, con solo 37 mila nuovi posti di lavoro creati, rispetto ai 64 mila previsti. Anche il settore manifatturiero ha subito una contrazione, con una diminuzione di 8 mila posti, al di sotto delle aspettative che indicavano una riduzione di 5 mila unità.
Le retribuzioni medie orarie, un indicatore chiave monitorato dalla Federal Reserve, hanno mostrato un incremento del 3,8% su base annua, raggiungendo i 37,02 dollari. Questo aumento è stato superiore al 3,6% atteso, suggerendo una pressione inflazionistica nel mercato del lavoro.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play