Usa: ISM in miglioramento ma ancora sotto 50 punti
Ad agosto l’indice ISM manifatturiero di agosto degli Usa si è attestato a 47,6 punti, in miglioramento dai 46,4 di luglio ma ancora al di sotto dei 50 che separano contrazione ed espansione.
Si tratta comunque del valore più elevato degli ultimi sei mesi, grazie a un aumento dell’indice di produzione, sui massimi da tre mesi a 50, unitamente ai progressi nei parametri relativi all’occupazione e alle consegne dei fornitori.
Sebbene l’indice generale dell’attività manifatturiera sia in contrazione da dieci mesi consecutivi, i dati suggeriscono che la situazione sta iniziando a stabilizzarsi, anche se a livelli deboli.
Nonostante la persistente debolezza degli ordini, i produttori iniziano a intravedere alcuni segnali di sollievo. Le aziende hanno compiuto progressi significativi nella riduzione dell’eccesso di inventario e la spesa dei consumatori per la merce è in aumento.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo