Usa: in arrivo nuove restrizioni contro la Cina sui chip
Gli Stati Uniti stanno pianificando di rafforzare le misure per limitare l’accesso della Cina a semiconduttori avanzati e attrezzature per la produzione di chip. L’obiettivo è impedire a Pechino di ottenere tecnologie all’avanguardia che potrebbero conferire un vantaggio militare. Le ultime norme sono volte a porre rimedio ad alcune lacune rispetto alle restrizioni annunciate lo scorso ottobre, secondo fonti a conoscenza della questione.
L’amministrazione Biden sta cercando di rafforzare i controlli sulla vendita di chip grafici per applicazioni di intelligenza artificiale e attrezzature avanzate per la produzione di chip alle aziende cinesi. Gli Stati Uniti imporranno inoltre controlli aggiuntivi sulle società che tentano di evitare le restrizioni instradando le spedizioni attraverso altre nazioni e aggiungeranno le aziende cinesi di progettazione di chip alla lista nera di restrizioni commerciali.
Le restrizioni originali sui chip sono state svelate un anno fa nel tentativo di limitare lo sviluppo tecnologico della Cina, un passaggio necessario per la sicurezza nazionale secondo l’amministrazione Biden. La Cina ha reagito alle restrizioni e ha accelerato gli investimenti per fabbricare autonomamente i propri prodotti. Le restrizioni aggiornate verranno pubblicate all’inizio di questa settimana, secondo le fonti a conoscenza della questione.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo