Usa: fiducia consumatori in rialzo, ma incide incognita elezioni
ROMA (WSI) – L’avvicinarsi dell’appuntamento cruciale dell’Election Day inizia a innervosire i consumatori americani. E’ questo il quadro che emerge dalla diffusione dell’indice della fiducia dei consumatori stilato dall’Università del Michigan,. Il dato è comunque salito dagli 89 punti di aprile.
Alla fine di maggio, l’indice si è attestato a 94,7 punti, superiore +6,4% rispetto al mese di aprile, e +4,4% su base annua. Gli economisti avevano previsto un valore lievemente superiore, a 95,5 punti, secondo gli analisti intervistati da Thomson Reuters.
Il sottoindice della fiducia dei consumatori verso il futuro è balzato del 9,4%, mentre quello che misura la fiducia nelle condizioni economiche attuali è salito del 3%. Si è trattato del quinto valore più alto del dato dal 2007, come ha confermato il direttore della ricerca che ha stilato l’indicatore, Richard Curtain.
In definitiva, dal dato è emerso che le famiglie americane hanno fiducia nell’economia e nelle loro finanze, ma rimangono caute sulle politiche che saranno adottate con la nuova presidenza Usa, chiunque si confermerà vincitore.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.