Usa, aziende in rivolta contro piano fiscale che penalizza chi importa dall’estero
I Repubblicani si trovano a dover far fronte alla prima rivolta del mondo aziendale da quando Donald Trump è stato eletto alla presidenza degli Stati Uniti. I gruppi di abbigliamento, petrolio e beni al consumo, solo per citare alcuni settori, si sono ribellati contro il piano fiscale proposto dal partito conservatore alla Camera che penalizza le imprese che importano dall’estero.
Nel tentativo di incoraggiare le grandi aziende a comprare prodotti americani e rilanciare così la ripresa economica, i Repubblicani intendono apportare la revisione più importante del codice fiscale degli ulltimi 30 anni negli Stati Uniti. L’accoglienza non proprio calorosa dei fratelli Koch e degli altri dirigenti alla proposta di tassare le importazioni indica che nel 2017 Trump dovrà fare una scelta: promuove i beni statunitensi o penalizzare le aziende maggiormente dipendenti dalle importazioni.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.