UniCredit: gli effetti del Covid 19 sull’industria cinematografica
Seconda tappa ieri da Roma per The Italian Way, una roadmap virtuale organizzata da UniCredit per riflettere con gli stakeholders e gli esperti sui nuovi scenari economici prospettati dal Covid 19 e sulle eccellenze del Made in Italy.
Nel corso della giornata Laura Torchio, Industry Expert UniCredit, ha presentato lo studio di UniCredit sugli effetti del Covid 19 sull’industria cinematografica e sulle nuove opportunità da cogliere.
Il primo, immediato effetto è stato il crollo delle entrate al box office. Si stima che nel primo semestre del 2020 il settore delle sale possa avere perso circa il 40% del proprio fatturato annuo. Il secondo effetto è stato l’interruzione della catena di fornitura dei contenuti. I set cinematografici, in corso e in programmazione, si sono fermati (20 produzioni interrotte in Italia) e ci si aspetta un rallentamento delle nuove produzioni. Il terzo è il crollo degli investimenti pubblicitari televisivi, che riduce i ricavi dei broadcaster con ripercussioni negative sulla produzione di nuovi contenuti audiovisivi e infine il quarto effetto è il boom dei servizi di streaming, che hanno registrato un’impennata di nuovi abbonati nel periodo di lockdown.
L’impatto COVID non è stato uguale per tutti i segmenti della filiera. I distributori vedono più protetta la loro attività, perché hanno la possibilità di valorizzare la propria library sulle piattaforme in attesa di poterla arricchire con nuovi contenuti quando il mercato ripartira’.
Questo nuovo contesto di mercato potrebbe essere l’occasione per avviare un cambiamento delle strategie distributive, accelerando sullo spostamento di contenuti online.
Breaking news
Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.