Unicredit: allo studio piano B per separare attività italiane ed estere
Separare attività italiane ed estere al fine di superare il rischio Italia. Questa l’ipotesi a cui, dice Il Sole 24 Ore, starebbe lavorando il cda di Unicredit.
Da qualche settimana circola un piano riservato, probabilmente di una banca d’affari, che sarebbe stato esaminato dei vertici di Unicredit e che vede al centro l’ipotesi di una scissione con da una parte le attività italiane, dall’altra quelle estere (Germania, Austria, Centro Est Europa, Turchia, Russia) e la creazione di un polo con sede in Germania.
La banca guidata da Jean Pierre Mustier non commenta l’indiscrezione. A Piazza Affari il titolo Unicredit segna al omento un guadagno dell’1,69%.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.