UK: investimenti dal Giappone per £18 mld e accordo su chip
Il cancelliere britannico Rishi Sunak ha annunciato investimenti da 18 miliardi di sterline ($22,5 miliardi) di imprese giapponesi nel Regno Unito (UK), prevalentemente nel settore delle energie pulite, e una “partnership bilaterale sui semiconduttori” con l’obiettivo di aumentare la resilienza delle catene di approvvigionamento, date le preoccupazioni riguardo l’ingerenza cinese a Taiwan.
L’Accordo di Hiroshima, annunciato dal primo ministro britannico al suo arrivo in Giappone per il vertice del G7, mira a intensificare la cooperazione economica, di sicurezza e tecnologica tra i due Paesi. Tra gli obiettivi principali dei leader c’è il rafforzamento delle catene di approvvigionamento, in seguito alla guerra russa in Ucraina e alla pandemia di Covid-19, con particolare attenzione alla dipendenza dai chip provenienti da Taiwan. Venerdì, il Regno Unito svelerà la sua Strategia sui Semiconduttori.
La società nipponica Marubeni Corporation e i suoi partner prevedono di investire circa 10 miliardi di sterline nel Regno Unito nel corso del prossimo decennio, principalmente nel settore dell’energia eolica offshore.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.