UE, via libera alla joint venture tra Bosch e Mitsubishi per i servizi di batterie elettriche
La Commissione europea ha recentemente approvato la creazione di una joint venture tra due giganti dell’industria automobilistica: la tedesca Bosch e la giapponese Mitsubishi. Questa collaborazione si concentrerà principalmente sulla fornitura di servizi legati alle batterie per veicoli elettrici, un settore in rapida crescita e di fondamentale importanza per la transizione energetica.
La decisione della Commissione è arrivata dopo una valutazione dettagliata ai sensi del Regolamento UE sulle concentrazioni. È stato concluso che l’operazione proposta non solleva preoccupazioni significative in termini di concorrenza all’interno dello Spazio economico europeo. La joint venture, infatti, svolge attività trascurabili in questa regione, e le quote di mercato delle due aziende rimangono limitate.
L’approvazione è avvenuta attraverso una procedura semplificata, segnalando un approccio più snello e meno oneroso da parte della Commissione per quanto riguarda le normative aziendali. Secondo una nota dell’esecutivo UE, questa rapida approvazione dimostra come l’operazione non danneggerà la concorrenza, ma anzi, contribuirà a sostenere il settore dei veicoli elettrici, cruciale per gli sforzi di decarbonizzazione in Europa e oltre.
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La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo