UBS pianifica la successione del CEO: tre candidati interni in lizza
UBS ha in programma di selezionare un successore per il CEO Sergio Ermotti da una short list di tre candidati interni, quando Ermotti lascerà l’incarico tra circa tre anni. Lo riporta il Financial Times, citando fonti anonime a conoscenza dei piani.
I candidati, le cui identità potrebbero essere svelate già in occasione dell’assemblea annuale del 2025, dovrebbero essere scelti dall’attuale consiglio di amministrazione.
Tra i papabili, il capo della gestione patrimoniale, Iqbal Khan. Altri possibili contendenti includono il capo dell’investment bank, Rob Karofsky, il numero uno del non-core e legacy, Bea Martin, e il presidente di UBS Svizzera, Sabine Keller-Busse.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo