UBS: ecco perché gli investimenti illiquidi sono importanti per aumentare i rendimenti

3 Febbraio 2021, di Mariangela Tessa

Nell’ultimo decennio il ruolo degli investimenti illiquidi è andato via via crescendo. Se fino a qualche anno fa erano sostanzialmente una nicchia, oggi vengono considerati strumenti necessari per aumentare i rendimenti e cogliere opportunità non disponibili sui mercati quotati.

È quanto evidenzia Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy, che spiega in una nota:

Il rapporto Wealth Global Family Office Report 2020, che comprende un’analisi delle asset allocation di 121 family office, evidenzia come il peso di questi investimenti sia notevolmente aumentato superando il 15% del totale, addirittura il 30% se si include l’immobiliare.

In seguito alle politiche monetarie ultra espansive implementate dal 2009 in poi, le aspettative di rendimento per quasi tutte le tipologie di asset class – in particolare le obbligazioni – sono infatti diminuite, rendendo il compito dei gestori più complesso.

Gli investimenti illiquidi come il private equity, le infrastrutture, il credito e gli immobili aiutano ad alleviare queste difficoltà. A parità di tipologia (capitale, debito ecc.), tali investimenti possono difatti generare ritorni superiori ai mercati quotati e, conseguentemente, la relativa allocazione è cresciuta nel tempo.

I maggiori rendimenti degli investimenti illiquidi sono strettamente connessi ai rischi insiti in questo tipo di investimenti: la difficoltà (talvolta impossibilità) di uscire prima della scadenza, la leva finanziaria che può essere molto elevata, la forte concentrazione su poche società e la minore trasparenza rispetto ai mercati quotati.

Inoltre, si tratta di operazioni nelle quali il gestore è coinvolto nei processi decisionali dell’azienda; non si limita quindi a scegliere un titolo sul quale investire ma, acquisendo una quota importante, può influire direttamente sulla gestione dell’asset determinando cambiamenti strategici e operativi.

Da un punto di vista di gestione del portafoglio, vi è l’opportunità di incrementarne la diversificazione includendo quote o crediti nei confronti di società di minori dimensioni o in fasi particolari del ciclo di vita aziendale (start-up o ristrutturazione), infrastrutture che consentono di avere rendimenti non correlati al ciclo economico o immobili.

Concludendo, inserire una quota di investimenti illiquidi in un portafoglio diversificato può accrescere i rendimenti attesi, ottimizzare il profilo di rischio e ampliare il raggio di azione. L’illiquidità, d’altra parte, richiede di poter far fronte a qualsiasi esigenza senza smobilizzare il capite investito per molti anni. Si tratta insomma di investimenti che possono dare un buon contributo come componente satellite di un portafoglio diversificato.