UBS: COVID-19 accelera il destino dell’Europa, maggiore integrazione o ruolo sminuito

31 Marzo 2020, di Mariangela Tessa

Mentre continuano senza sosta le trattative tra i paesi dell‘Ue per trovare una soluzione condivisa sugli strumenti economici da adottare per affrontare l’emergenza coronavirus, il tempo stringe. E per gli analisti di Ubs, una cosa appare chiara come non mai: il  COVID-19 accelererà il destino dell’Europa. “Questi sono giorni cruciali: se ne uscirà con una maggiore integrazione e solidarietà oppure con ancora maggiore disaffezione e un ruolo che verrà sempre più sminuito” scrivono gli esperti della banca elvetica in una nota, in cui spiegano:

“L’Europa si è mossa in modo più energico rispetto al passato, ma si dimostra ancora limitata da una governance pesante, diffidenze ed egoismi. Dopo qualche incertezza, la scorsa settimana la Banca centrale europea (BCE) ha varato un nuovo programma d’immissione di liquidità che ha portato il totale per quest’anno a 1100 miliardi di euro, sufficiente a coprire i deficit degli Stati. Alcune regole autoimposte che limitano la capacità di ridurre lo spread tra Nord e Sud Europa sono, tuttavia, state mantenute.

La Commissione europea ha annunciato che il patto di stabilità è sospeso, lasciando maggiore libertà ai Paesi di fare deficit per contrastare gli effetti diretti e indiretti del coronavirus. Almeno per il momento però non c’è stato un accordo per rispondere in modo congiunto alla crisi come proposto dall’Italia e altri otto Paesi (circa la metà del PIL dell’eurozona), tra i quali Francia e Spagna.

Il Nord Europa rimane contrario all’emissione di una forma di eurobond dedicata a fronteggiare l’emergenza economica e sanitaria e propone invece l’utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità (MES) che comporterebbe condizionalità, uno stigma negativo sui mercati e una forte distorsione competitiva nella fase di ripresa”.