UBP: nei prossimi due anni, oro tra 1.100 e 1.350 dollari
NEW YORK (WSI) – Nei prossimi due anni, le quotazioni dell’oro si manterranno nella forchetta tra i 1.100 e i 1.350 dollari. Sono le previsioni di Nevine Pollini, Senior Analyst Commodities di Union Bancaire Privée (UBP), secondo cui fino a quando “la contrapposizione in termini di politica monetaria tra le principali banche centrali persisterà – da una parte c’è la Fed che si sta avviando verso un irrigidimento con i suoi piani di rialzo dei tassi e dall’altra c’è l’approccio da colomba della BoJ e della Banca Centrale Europea con possibilità di ulteriori tagli dei tassi – il prezzo dell’oro continuerà a scambiare in un range ristretto, poiché tale divergenza terrà a freno qualunque calo brusco del dollaro.
Breaking news
Wall Street apre in rialzo dopo l’annuncio di un accordo per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran. La cerimonia ufficiale si terrà venerdì in Svizzera. I principali indici azionari statunitensi registrano guadagni significativi. Gli investitori attendono dati economici e la riunione della Federal Reserve.
La produzione industriale negli Stati Uniti ha registrato un leggero aumento dello 0,1% a maggio, secondo i dati della Federal Reserve. Questo incremento, inferiore alle attese dello 0,3%, porta l’indice a 102,6 punti. Rispetto all’anno precedente, la produzione è cresciuta dell’1,7%. Il settore manifatturiero ha visto un aumento dello 0,7%, mentre il minerario è salito dell’1,3%. Le utilities hanno invece subito un calo dello 0,4%.
TheFork, la nota piattaforma per la prenotazione online di ristoranti, passa da TripAdvisor ad American Express. La transazione, dal valore di 700 milioni di dollari, rientra nella strategia di espansione di American Express nel settore della ristorazione, seguendo le precedenti acquisizioni di Resy e Tock. Si prevede che l’accordo si concluda entro il 2026, ampliando il network di ristoranti prenotabili a circa 75.000.
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.