Turismo delle disgrazie altrui: curiosi a caccia di selfie ad Amatrice

29 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

Turismo della distruzione e del cattivo gusto: così il Messaggero dà conto di numerosi motociclisti e automobilisti che come “guardoni dell’orrore” sono a caccia di selfie fra le macerie di Amatrice, devastata dal terremoto che ha stroncato la vita di centinaia di persone.
Cosi Mario Ajello riporta il triste spettacolo:

“La polizia stradale ne blocca moltissimi di questi “tragedy watchers” e loro non fanno una piega, fanno inversione a U sulla Salaria e puntano sula tendopoli di Scai che “è a ridosso della strada statale e non richiede neppure tanta fatica per spiarla attraverso il caso o il parabrezza”.
[…] C’è stato perfino un inseguimento tra angeli e diavoli di grossa cilindrata: “Abbiamo fatto scappare dei tizi arrivati da Napoli” – racconta un volontario al giornale romano – Probabilmente volevano scattare qualche selfie, sullo sfondo del campanile pericolante di Amatrice o di una brandina con una nonna che ha perduto i nipoti, per poi farlo circolare sui social network.