Turchia: lira crolla del 7% ai minimi storici
La lira turca è crollata del 7% ai minimi storici mercoledì, nel più grande crollo giornaliero dalla storica crisi del 2021, mentre il governo appena eletto sembra allentare le misure di stabilizzazione nel suo passaggio a politiche più ortodosse.
La lira è sotto pressione da quando il presidente Tayyip Erdogan è stato rieletto il 28 maggio. I mercati attendono anche la nomina di un nuovo governatore della banca centrale in sostituzione di Sahap Kavcioglu, che ha guidato i tagli dei tassi durante le politiche eterodosse di Erdogan.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo