Turchia: effetto choc sui mercati emergenti? Parla lo strategist

5 Maggio 2016, di Laura Naka Antonelli

Così Salman Ahmed, Chief Global Strategist di Lombard Odier Investment Managers, commenta quanto sta avvenendo in queste ore in Turchia.

“Il rischio politico è tornato in Turchia con l’improvvisa notizia della decisione del primo ministro, Ahmet Davutogl, di ritirarsi dalle scene. Questo sviluppo politico è il risultato della lotta di potere tra Erdogan e il premier ed è possibile che conduca a una prolungata incertezza nel paese, ora che il ciclo elettorale non ancora terminato probabilmente esporrà i forti squilibri macroeconomici della Turchia. Il nostro approccio alla costruzione dei portafogli basato sui fondamentali continua a indicare la Turchia come uno dei più vulnerabili tra i grossi mercati emergenti, in considerazione dell’elevata leva finanziaria e degli squilibri esterni. La forte impennata nei rischi politici non farà altro che puntare ulteriormente i riflettori sulla debolezza economica del paese”.

Ahmed continua:

“In futuro, ci aspettiamo che l’incertezza resti significativa fino alla nomina di un nuovo primo ministro, sebbene sia probabile che un ulteriore consolidamento del potere di Erdogan sia oggi un timore strutturale. Resta inoltre da vedere se la banca centrale turca invertirà il suo corso di politica monetaria, vista la rinnovata debolezza della lira. Nel più ampio complesso dei mercati emergenti, l’evento è uno choc per il sentiment dopo settimane di buone performance ed è improbabile che danneggi il trend sottostante di costante ripresa, mentre le banche centrali restano caute o in modalità di allentamento, mantenendo bassi o negativi i tassi delle economie avanzate”.