Turchia: banca centrale taglia nuovamente i tassi, lira giù
Il crollo verticale della lira turca e l’inflazione fuori controllo non ferma la banca centrale che oggi ha tagliato i tassi di interesse per il quarto mese consecutivo a sostegno della politica monetaria non ortodossa sollecitata dal presidente Recep Tayyip Erdogan. Il Comitato di politica monetaria della banca centrale turca ha ridotto il tasso di pronti contro termine a una settimana di 100 punti base al 14%, in linea con le stime di consensus Bloomberg. Da settembre i tassi sono scesi di 500 bp, in controtendenza con le altre banche centrali che stanno iniziando a inastrire le loro politiche monetarie in risposta alla crescente inflazione.
La lira turca ha ripetutamente aggiornato i minimi storici in questi mesi e oggi si è indebolita ulteriormente con cross dollaro/lira per la prima volta oltre quota 15. La valuta turca ha perso circa la metà del suo valore quest’anno.
Il presidente turco Erdogan ha licenziato gli ultimi tre governatori della banca centrale per aver aumentato i tassi per domare l’inflazione e ha intensificato le richieste di prestiti più economici per stimolare la crescita economica mentre la sua popolarità diminuiva durante la pandemia. A novembre l’inflazione turca ha toccato il 21,3%.
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La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererà l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacità produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarà soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.
La Bank of Japan sta considerando un aumento del tasso di interesse di un quarto di punto percentuale questo mese, con un possibile ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.
Le azioni di Broadcom sono scese del 10% nelle contrattazioni estese, dopo una previsione deludente sui ricavi dei chip per l’intelligenza artificiale