TTIP, Germania: accordo con gli Usa ancora possibile
La Germania non ha ancora perso la speranza e ritiene che un accordo sul TTIP, il trattato sul libero scambio tra l’Europa e gli Stati Uniti, sia ancora possibile malgrado le resistenze della nuova Amministrazione statunitense. Lo ha dichiarato il ministro tedesco dell’Economia, Brigitte Zypries dopo una serie di incontri oltreoceano la settimana scorsa.
In un’intervista concessa ieri alla radio Deutschlandfunk, Zypries ha sottolineato che durante i colloqui il segretario del Commercio Usa Wilbur Ross si è detto a favore di “rapporti commerciali equi” con l’Europa, dimostrando al contempo “una grande apertura nei confronti della Germania“, la prima economia della regione.
Proprio lo stesso Ross avrebbe assicurato che gli Stati Uniti non hanno accantonato il progetto TTIP, impantanato ormai da mesi. Al momento, tuttavia, la priorità della Casa Bianca è un’altra, ovvero la rinegoziazione dell’accordo Nafta, concluso con Canada e Messico, quindi non è chiaro quando potranno riprendere i negoziati sul TTIP.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.