Trump aumenta pressioni su Powell, ma licenziamento “improbabile”
Il presidente Donald Trump ha dichiarato di non avere intenzione di licenziare Jerome Powell, ma è riuscito a far suonare questa affermazione come una minaccia. Le dichiarazioni di Trump hanno concluso alcune ore frenetiche che hanno portato la sua campagna di pressione contro il capo della Federal Reserve a un nuovo livello, frenando i mercati.
Il tycoon ha discusso l’idea di rimuovere Powell con un gruppo di legislatori repubblicani e un assistente ha dichiarato che probabilmente ci sarebbero state conseguenze. Successivamente, il presidente ha fatto marcia indietro pubblicamente – con una significativa riserva.
“Non escludo nulla, ma penso che sia altamente improbabile, a meno che non debba andarsene per frode,” ha detto Trump mercoledì quando gli è stato chiesto se intendeva licenziare il presidente della Fed.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.