Trump apre a riduzione dazi in cambio di offerte “fenomenali”
Il presidente Donald Trump ha espresso la sua disponibilità a ridurre i dazi se altre nazioni fossero in grado di offrire qualcosa di “fenomenale”, indicando che la Casa Bianca rimane aperta alle negoziazioni.
Trump ha difeso ampiamente il suo programma di tariffe nonostante un crollo del mercato azionario, affermando di essere felice che i tassi di interesse stiano calando e crede che le turbolenze economiche si assesteranno.
“Le tariffe ci danno un grande potere di negoziazione,” ha detto Trump, aggiungendo che “ogni paese ci ha chiamato.” Interrogato se ciò significasse che stesse considerando di cedere, Trump ha risposto che “dipende”.
Tuttavia, il presidente ha anche segnalato che altre tasse sono in arrivo, citando i chip e il settore farmaceutico.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play