Tragedia Egyptair, intelligence israeliana: “Piccoli ordigni sull’aereo”

26 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

PARIGI (WSI) – Ancora nessuna pista ufficiale nella tragedia dell’Egyptair, l’airbus 320 precipitato il 19 maggio nelle acque del Mediterraneo.

Mentre continuano i prelievi di campioni di Dna dei familiari delle vittime per permettere il riconoscimento dei resti rinvenuti in mare, le autorità egiziane che dirigono l’inchiesta hanno smentito l’ipotesi di un’esplosione in volo circolata nelle ultime ore.

“In un aereo che precipita, si verifica necessariamente un’esplosione, che riduce l’apparecchio a pezzi, che sia in volo, come risultato di un’avaria o di un atto criminale, o allora quando l’apparecchio si schianta sulla superficie del mare, dopo una caduta di undici chilometri, come è stato il caso dell’Airbus Egyptair”.

Ma un’altra pista arriva dai servizi di intelligence israeliani che sostengono l’ipotesi dell’esplosione in volo del veivolo ma provocata da piccoli ordigni, da piccole cariche esplosive. Un nuovo modus operandi dai terroristi dell’Isis, usata anche sull’Airbus della compagnia russa Metrojet decollato da Sharm el Sheikh il 31 ottobre ed esploso in volo, provocando la morte di 224 persone a bordo.