TIM: conti in rosso, pesano svalutazioni. Vivendi attacca Elliott

9 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

Chiude in rosso i primi 9 mesi del 2018 TIM, registrando una perdita di 800 milioni, dopo la svalutazione dell’avviamento domestico per 2 miliardi.

Nel dettaglio l’utile è calato del 19,1% a 1,2 miliardi ma per effetto della svalutazione da 2 miliardi, il risultato netto è stato negativo per 800 milioni. I ricavi sono stati pari a 14,2 miliardi di euro, in rialzo dell’1,1% su base annua, con i ricavi da servizi saliti dell’1,2% su base organica a 13,2 miliardi di euro grazie alla stabilità delle attività domestiche (+0,2%) e alla crescita in Brasile (+5,1%).

La società ha anche lanciato un profit warning avvisando che, a causa di uno scostamento negativo previsto sull’Ebitda di fine anno rispetto al budget, non sarà in grado di centrare l’obiettivo di ricondurre il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed Ebitda a 2,7 volte entro fine anno. Il gruppo francese Vivendi in un comunicato emesso in tardissima serata, punta il dito sul fatto che non sia stata convocata l’assemblea per la nomina della società di revisione e rinnova l’attacco al fondo Elliott, accusato di essere responsabile dello stato di «disorganizzazione» in cui versa Telecom e dell’andamento depresso del titolo in Borsa.

Al momento a Piazza Affari il titolo TIM perde il 6,05 per cento.