Tesla: per Morgan Stanley $500 mld di valore dal supercomputer
Il supercomputer Dojo di Tesla potrebbe innalzare di 500 miliardi di dollari il valore di mercato dell’azienda, accelerando l’adozione di robotaxi e servizi di rete. Così sostiene Morgan Stanley, secondo cui l’impatto potrebbe essere simile a quello di AWS nell’apertura di nuovi mercati per Amazon.
Il supercomputer, progettato per gestire enormi quantità di dati per l’addestramento dei sistemi di guida, potrebbe dare a Tesla un “vantaggio asimmetrico” in un mercato potenzialmente valutato 10.000 miliardi di dollari. Questo potrebbe far si che software e servizi diventino il maggior valore aggiunto per Tesla d’ora in poi.
La prossima versione del sistema di guida completamente autonomo di Tesla, prevista per la fine dell’anno, e il potenziale “Artificial Intelligence Day” dell’azienda nel 2024, saranno appuntamenti da tenere d’occhio, secondo gli analisti.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo