Terremoto, Renzi difende Errani e invita a patto nazionale su Casa Italia

1 Settembre 2016, di Laura Naka Antonelli

Così il premier Matteo Renzi, affrontando la nomina di Vasco Errani a commissario della ricostruzione dopo il terremoto che ha devastato il centro Italia lo scorso 24 agosto.

“Ci sono opinioni diverse sulla nomina di Errani ma io ragiono con molto buon senso: questa realtà sismica ha riguardato quattro regioni, è un fazzoletto di terra ma ha riguardato quattro regioni. A fronte di queste quattro regioni noi potevamo o nominare quattro commissari per accontentare tutti o mettere uno che parla con i presidenti di Regione e coi sindaci e che abbia un`esperienza su questi temi: ecco che cosa è Vasco Errani“.

“Errani è uno che quando c’è stato da ritirare su l’Emilia-Romagna ha tenuto botta (Vasco Errani è stato presidente della Regione Emilia-Romagna). Questo è il motivo per il quale l’esperienza è fondamentale: uno deve sapere dove mettere le mani, come si fanno gli interventi, come si coinvolge la gente, come si danno le prime risposte, a partire dalle scuole”.

“Litighiamo sul Jobs Act, sulle riforme, litighiamo su tutto. Ma sul progetto ‘Casa Italia’, che riguarderà due generazioni, possiamo fare un grande patto nazionale? Spero che le forze politiche lo accolgano, sono sicuro che i cittadini lo accolgono” e a tal proposito “domani incontrerò il rettore del Politecnico di Milano, per coinvolgere i migliori a gestire ‘Casa Italia’”.

Dopo il terremoto “ci sono tre grandi temi. L’emergenza, e l’abbiamo affrontato grazie a una straordinaria reazione di tutta l’Italia che ha mostrato il volto più bello. Il secondo è la ricostruzione, e noi abbiamo scelto l’esperienza emiliana: Errani è il commissario alla ricostruzione per ricostruire ‘dov’era, com’era’. C’è un terzo punto, di cui si parla poco, su cui possiamo fare un grande lavoro: è il tema della prevenzione. Vorrei chiedere a tutte le forze politiche, alle associazioni: dobbiamo diventare i più bravi. Dovremo sempre fare i conti con la natura, ma se facciamo gli interventi per il dissesto l’Italia cambia. E’ il progetto Casa Italia su cui vorrei coinvolgere tutti i cittadini e le forze politiche. Ci sono tanti argomenti su cui litigare, su questo possiamo remare tuti nella stessa direzione?”.

Sulla questione della flessibilità europea:”il tema oggi è controllare i soldi. Abbiamo nella mente immagini scandalose di polemiche e tangenti. I soldi ci sono: per il dissesto, le bonifiche, il bonus antisismico, gli interventi leggeri di manutenzione, di ‘rammendo’, ci sono. Poi se mancano si prendono utilizzando tutte le flessibilità europee, le clausole eccezionali: non mi preoccupa questo. Prima di ragionare di nuovi soldi, che se c’è bisogno prendiamo, possiamo dire come li spendiamo, con interventi che davvero servono? Non farò annunci roboanti sulle cifre, ma i soldi che servono ce li prendiamo perchè sulla tutela della scuola dei miei figli non guiardo in faccia nessuno. Ma devono essere spesi bene, se sono interventi a capocchia sono soldi del contribuente buttati via”.