Tasse: Italia scende al settimo posto tra i paesi con maggiore pressione fiscale
L’Italia slitta di una posizione e si siede al settimo posto nella classifica dei paesi Ocse per pressione del fisco, che nel 2018 si è attestata al 42,05% del Pil. Nel 2017, quando l’incidenza era al 42,13% e la poneva in sesta posizione tra i 36 Paesi aderenti all’Ocse.
Al primo posto nella non invidiabile classifica resta la Francia, che si mantiene al 46,1% del Pil, secondo i dati provvisori dell’annuario ‘Revenue Statistics’ dell’Ocse. Al secondo posto, con un fisco pari al 44,9% del Pil, la Danimarca, dopo essere stata al vertice della graduatoria ininterrottamente dal 2002 al 2016.
Seguono il Belgio (44,8%), la Svezia (43,9%), la Finlandia (42,6%), e l’Austria (42,18%) che sorpassa l’Italia rispetto al 2017.
Breaking news
Le Borse cinesi chiudono in modo contrastante: Hong Kong raggiunge il livello più basso dell’anno, mentre le Borse della Cina continentale beneficiano del settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,4%, influenzato dalle perdite di Alibaba e Tencent. In controtendenza, Shanghai e Shenzhen registrano guadagni, sostenuti dalle performance positive di Micron.
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno registrato forti rialzi, spinte dai risultati sorprendenti del colosso dei chip Micron. L’indice Nikkei ha guadagnato il 4,61%, mentre il Kospi di Seul è salito del 5,42%.
L’intervista di Isabel Schnabel, membro nel consiglio direttivo della Bce, a “Die Zeit”
Azioni Alibaba Group in calo del 5% oggi e del 33% da inizio anno, dopo le accuse di accesso illecito al modello di intelligenza artificiale di Anthropic. Le preoccupazioni degli investitori sulla capacità delle aziende tecnologiche cinesi di competere a livello globale si intensificano.