Tabacco, multinazionale Philip Morris perde la causa contro l’Uruguay

11 Luglio 2016, di Alberto Battaglia

La giustizia internazionale ha respinto la richiesta di risarcimento da 25 milioni di dollari, avanzata dal gigante del tabacco Philip Morris contro le stringenti regole adottate dall’Uruguay. Il piccolo Paese sudamericano, infatti, ha approvato una legge che assegna l’80% della superficie dei pacchetti di sigarette agli avvisi scritti e visivi legati ai danni del fumo. Ritenutasi danneggiata Philip Morris si è appellata all’International Center for Settlement of Investment Disputes presso la Banca Mondiale, attraverso il quale è possibile appellare le scelte dei governi che danneggiano pesantemente gli investimenti. Philip Morris aveva sostenuto che la legge del Paese Sudamericano avesse violato i termini del trattato bilaterale sugli investimenti sottoscritto con la Svizzera ove la multinazionale ha la sua sede centrale. Questa volta, però, il diritto alla salute ha avuto la meglio: lo sottolinea con orgoglio il presidente dell’Uruguay, Tabaré Vàsquez, oncologo da sempre impegnato nella lotta contro il tabagismo. “Non è possibile dare la priorità alle considerazioni commerciali sul diritto fondamentale alla salute e alla vita”.