Swisscom cede quota in FiberCop a KKR per €439 mln
Fastweb, l’affiliata in Italia di Swisscom, ha concluso un accordo di compravendita per la cessione della quota azionaria pari al 4,5% di FiberCop da lei detenuta alla Optics Bidco, società controllata della KKR.
L’accordo prevede che KKR acquisirà tutte le azioni FiberCop detenute da Fastweb a fronte di un corrispettivo di 438,7 milioni di euro, importo in linea con il prezzo pro-rata pagato da KKR a TIM per la sua quota azionaria. Il closing della transazione è atteso nel terzo trimestre 2024. L’operazione è subordinata alla conclusione della transazione NetCo da parte di KKR.
Fastweb ha detenuto azioni di FiberCop, società creata dall’azienda italiana di telecomunicazioni TIM, il fondo d’investimento americano KKR e Fastweb, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture per la fibra ottica, sin dalla sua costituzione nel 2021. La transazione non ha nessun impatto sugli accordi wholesale fra Fastweb e FiberCop.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo