Standard Ethics: il 75% delle 16 maggiori banche italiane quotate è sostenibile
Standard Ethics pubblica i Corporate Standard Ethics Rating (SER) aggiornati delle 16 maggiori banche quotate italiane per capitalizzazione. Nel report si sottolinea che il 75% degli istituti di credito ha un Sustainable Grade, mentre il restante 25% ha un Not Fully Sustainable Grade con margini di miglioramento nell’allineamento alle indicazioni di Onu, Ocse e Ue. Si tratta di un segmento altamente performante in termini di Sostenibilità.
In generale, si legge in una nota, “le banche italiane quotate aderiscono volontariamente alle raccomandazioni globali in ambito ESG, anche grazie al supporto dei regolatori nazionali ed europei. Le evidenze maggiori di questo allineamento si hanno osservando policy e target in materia di Sostenibilità, pratiche di corporate governance; codici di condotta aziendali conformi agli standard globali e la composizione quali-quantitativa dei Consigli di Amministrazione che quasi sempre risponde alle sfide indicate da Ocse e Ue con passi concreti verso il raggiungimento della parità di genere”.
Da Standard Ethics indicano che in media, le banche europee appaiono più avanzate sui temi ESG rispetto alle altre, e tra le europee, sono le italiane ad apparire le più solide.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo