S&P: credito in Europa rischia svolta negativa
Aumentano i timori riguardanti una svolta in negativo del ciclo del credito alle aziende europee. E l’Italia costituisce uno dei principali fattori di rischio.
Lo scrivono gli analisti di S&P Global Ratings in un report dal titolo ‘European corporate credit mid-year outlook: the sense of an ending’ ripreso dall’agenzia Reuters.
La crescita economica ha scollinato, sottolinea il documento, la politica monetaria è in fase di normalizzazione e gli asset rischiosi sono “prezzati alla perfezione”. Di conseguenza, si teme una virata nel ciclo del credito.
In termini fondamentali, comunque, le prospettive del credito societario europeo appaiono ancora favorevoli, con tassi di insolvenza finali a dodici mesi attorno al 2%. S&P ritiene improbabile che i tassi aumentino oltre il 3% nei prossimi dodici mesi.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.