Shell acquisisce la canadese Arc Resources per 16,4 miliardi di dollari
Shell, il colosso britannico degli idrocarburi, ha reso noto di aver siglato un accordo per l’acquisizione della società energetica canadese Arc Resources. L’operazione, del valore complessivo di circa 16,4 miliardi di dollari, mira a potenziare la produzione di gas e liquidi di scisto, una tipologia di idrocarburi liquidi non convenzionali intrappolati nelle rocce sedimentarie.
Il valore dell’accordo include un capitale proprio stimato in 13,6 miliardi di dollari, oltre a 2,8 miliardi di dollari di debito netto e contratti di leasing finanziario, che verranno assorbiti nell’ambito di questa transazione. “Questo passo strategico ci permette di rafforzare la nostra capacità produttiva nel settore del gas”, ha dichiarato Shell in un comunicato ufficiale.
Con questa mossa, Shell intende consolidare ulteriormente la sua presenza nel mercato del gas, rispondendo alla crescente domanda globale per questa fonte di energia. L’acquisizione di Arc Resources rappresenta un tassello chiave nella strategia di espansione della multinazionale britannica, sottolineando l’importanza di investimenti mirati nel settore degli idrocarburi liquidi non convenzionali.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo