“Senza coordinamento banche centrali i tassi negativi non rilanciano la domanda”
La mancanza di coordinamento nelle politiche monetarie vanifica gli effetti sulla domanda e il raggiungimento di obiettivi di carattere globale: i mandati delle banche centrali sono strettamente nazionali e questo sta portando l’espansione monetaria a una forma di protezionismo ottenuto tramite la svalutazione delle monete. Questa in sintesi la visione di Jeremy Lawson, capo economista di Standard Life Investments, che ritiene che “in assenza di un coordinamento delle politiche monetarie, gli stimoli fiscali e le riforme strutturali diventano ancora più importanti, soprattutto se si mantiene il focus sull’incremento della domanda e non sulla deviazione della domanda”.
Il coordinamento delle autorità monetarie “presume che gli interessi politici globali possano essere allineati”, scrive Lawson, ma “in realtà, questo obiettivo è molto complesso da raggiungere, poiché le banche centrali devono rispondere ai governi eletti, il cui obiettivo primario è quello di migliorare il benessere dei propri cittadini”.
Lawson ritiene, inoltre, che i risultati limitati della politica dei tassi negativi sullo stimolo alla domanda è da attribuirsi “principalmente alle valute più deboli. […] Questo ha inconsapevolmente trasformato la politica dei tassi di interesse negativi in una politica protezionismo economico rispetto ai paesi vicini”.
Breaking news
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.