Sentenza ribaltata. Mediatrade, condannati Pier Silvio Berlusconi e Confalonieri
Fedele Confalonieri e Pier Silvio Berlusconi, rispettivamente presidente e videpresidente di Mediaset, sono stati condannati in appello a 1 anno e 2 mesi per il caso Mediatrade. La Seconda Corte d’Appello di Milano ha così ribaltato la sentenza di primo grado, che aveva determinato l’assoluzione di tutti gli imputati, otto in tutto, accusati per reati di riciclaggio e di frode fiscale.
In appello sono stati assolti gli altri sei imputati, tra cui gli ex manager Mediaset Daniele Lorenzano, Giovanni Stabilini e Gabriella Ballabioe il produttore cinematografico Frank Agrama.
Il reato di frode fiscale contestato nello specifico a Pier Silvio Berlusconi e Confalonieri si riferisce all’anno 2007.
Filippo Dinacci, tra i legali del figlio dell’ex premier e del numero di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha comunque fatto notare che il procedimento va verso la prescrizione. E comunque:
“È una sentenza che si fa fatica a comprendere e peraltro su un reato che fra 15 giorni è prescritto”. Al centro della vicenda, le presunte irregolarità che sono state compiute da Mediaset nell’acquisto dei diritti televisivi e cinematografici alle majors statunitensi. Il pm De Pasquale, ha parlato di un “meccanismo di frode”, creato con l’intento di “gonfiare” il prezzo finale dei diritti tv, creare fondi neri all’estero e frodare così il fisco italiano.
Il valore della frode sarebbe stato, secondo la pubblica accusa, di 8 milioni di euro.
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