Rottamazione ter, effetto nullo nel primo anno per calo del gettito fiscale
L’incasso della rottamazione ter, uno dei due provvedimenti relativi alla pace fiscale che il Governo vuole attuare, sarà azzerato nel 2019 a causa del calo di gettito che provocherà nella riscossione ordinaria e sul ricalcolo delle rate della rottamazione bis.
Lo prevede la relazione tecnica della bozza del Decreto Fiscale, da cui emerge che a fronte dei 2,2 miliardi di incassi del primo anno – su 11,1 miliardi da spalmare in 5 anni – ci sarà un calo di 2,16 miliardi di riscossione ordinaria e una riduzione di 130 milioni della rottamazione bis.
A partire dal 2020 il gettito aumenterà progressivamente, quindi la rottamazione-ter non porterà frutti alle casse dello Stato nel 2019 ma bisognerà attendere l’anno successivo per cominciare a vedere gli incassi lievitare e solo nel 2022 diverranno massici e tutte le voci diventeranno positive.
Breaking news
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla solidità del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.