Rischio catastrofi, solo il 17% delle aziende italiane adotta polizze mirate

3 Marzo 2021, di Mariangela Tessa

A livello globale, le perdite del settore assicurativo da catastrofi naturali e disastri causati dall’uomo ammontano a 83 miliardi di dollari nel 2020. L’Italia, nonostante la forte esposizione a fenomeni geologici e climatici estremi, fa un uso ancora limitato di strumenti assicurativi specializzati a tutela di privati ed aziende, al punto che il Paese vanta il triste primato del maggior deficit di protezione per le calamità naturali in Europa, con solo il 3,2% delle perdite assicurato (dati Swiss RE).
ANRA, Associazione Nazionale dei Risk Manager e Responsabili Assicurazioni Aziendali, ha condotto con Università degli Studi di Milano, Università di Parma e Università degli Studi di Firenze una ricerca per fare il punto su questo fenomeno.

Percezione del rischio

La percezione del rischio, a livello aziendale, in realtà è migliore del previsto: l’indagine ha, infatti, evidenziato che quasi il 62% delle aziende italiane ne ha una buona consapevolezza, ritenendosi esposta a possibili rischi catastrofali. Quattro imprese su dieci, inoltre, si considerano vulnerabili su più fronti, in particolare quelli tipici di un’area idrogeologicamente complessa come terremoti ed alluvioni.

Nonostante la percentuale di aziende che si sono dotate di strumenti per la copertura di questa tipologia di rischi sia in linea con il dato precedente (60%), la quasi totalità di queste (96%) si avvale genericamente di una polizza assicurativa all-risk o multirischio. Tra i rischi coperti, spiccano quelli del ramo property (79%), interruzione di attività (52%) e casuality (34%).

È ancora significante (40%) la percentuale di aziende che non ha mai acquistato alcun tipo di copertura per rischi catastrofali, percependo come trascurabili le conseguenze e i danni eventuali derivanti da eventi atmosferici o idrogeologici estremi. Questo evidenzia come non si prenda ancora abbastanza in considerazione un aspetto che sempre più caratterizza lo scenario dell’Italia: l’aumento degli eventi catastrofici dovuti al cambiamento climatico, che si aggiunge con frequenza crescente all’elevata vulnerabilità data dalla conformazione geologica.

Quando si verificano questi fenomeni, i danni economici sono ingenti: il 22% delle aziende intervistate ha dichiarato di aver subito danni catastrofali che hanno causato una perdita diretta tra i 5 e i 10 milioni di euro (17%) o addirittura superiore ai 50 milioni di euro (10,4%).