Rio 2016, rapina inventata: nuotatore Usa Lochte rischia condanna

19 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

Ryan Lochte, uno dei quattro nuotatori olimpici americani che hanno fornito falsa testimonianza in merito a una presunta rapina a Rio de Janeiro, rischia di essere incriminato dalle autorità brasiliane anche se, ha fatto sapere il giudice che sta seguendo il caso, “la pena prevista è molto piccola” e che “se” appurate le responsabilità “potrebbero fare una donazione a una ONG che svolge un lavoro umanitario”. Il danno di immagine alla sicurezza di Rio recato dalla presunta rapina ai danni dei nuotatori ha rischiato d’incrinare le relazioni fra Brasile e Stati Uniti, ma la condanna dei nuotatori è arrivata anche dalla madrepatria: “Il comportamento di questi atleti non è accettabile, non rappresenta il valore della squadra statunitense o il comportamento della grande maggioranza dei suoi membri”, ha scritto il comitato olimpico statunitense, “valuteremo la questione ed eventuali conseguenze per gli atleti una volta di ritorno negli Stati Uniti”.

Sembra che anche il nuotatore James Feigen, oltre a Lochte, possa essere incriminato nell’ambito delle indagini in cui gli atleti avevano dichiarato di essere stati derubati da uomini travestiti da poliziotti. Una storia che sembra smentita dalle immagini della stazione di servizio in cui si sono svolti i fatti, lo scorso 14 agosto