Riforma Boschi, Ragioneria di Stato: “Risparmi di appena 9% per il Senato”
ROMA (WSI) – “La Boschi si è presentata in Aula ad imbrogliare sulle cifre”. Parla così il presidente dei deputati di Sinistra italiana, Arturo Scotto in riferimento al question time presentato ieri alla Camera.
Oggetto della discordia le cifre che ruotano intorno alla riforma Boschi. Da una parte il Ministro ha sempre osannato i quasi 500 milioni di risparmi che si riuscirebbe a ottenere con la riforma del Senato.
Dall’altro quella nota Ragioneria generale dello Stato, datata ottobre 2014 e voluta dallo stesso ministro in cui i numeri sarebbero molto diversi: 57,7 milioni e un risparmio per il Senato di un misero 9%. E Sinistra italiana ha chiesto al ministro Boschi delucidazioni in merito a queste cifre.
“Noi chiedevamo di sapere se esiste una nota della Ragioneria dello Stato successiva a quella dell’ottobre 2014, per capire se era stato fatto un aggiornamento delle stime fondate su dati certi e non sulle chiacchiere del governo. Domanda rimasta senza risposta”.
Stando a quanto riporta Il Fatto Quotidiano, nella
nota della Ragioneria si sottolinea che, per effetto della riduzione del numero dei componenti del Senato da 315 a 95 (esclusi quelli nominati dal Presidente della Repubblica), unitamente alla limitazione dell’indennità parlamentare (10.385 euro mensili pro capite) ai soli componenti della Camera dei deputati, “la minore spesa conseguente a dette disposizioni è stimabile in circa 49 milioni di euro”. Dei quali 40 milioni ottenuti dall’abolizione dell’indennità per i futuri senatori e i rimanenti 9 dalla cessazione della corresponsione della diaria mensile (3.500 euro mensili pro capite). In pratica, considerato che, stando all’ultimo bilancio, nel 2016 il Senato costerà 540 milioni di euro, secondo le stime della Ragioneria dello Stato, per effetto della riduzione del numero dei senatori il risparmio sarà di circa il 9%.
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