14:19 lunedì 4 Luglio 2016

Regno Unito, il punto sull’immobiliare post Brexit. Boom case in Scozia

L’indice Pmi delle costruzioni del Regno Unito piomba in territorio negativo, a 46, nel mese di giugno, pur scontando solo parte dell’effetto Brexit: Markit, che redige l’indice, ha comunicato infatti che l’80% del sondaggio sui direttori degli acquisti precede la data del referendum. Il dato segue il 51,2 di maggio e risulta assai peggiore del 50,7 previsto dal consenso Bloomberg: è il livello più basso raggiunto dall’indice dal 2009.

Secondo l’analisi di Markit il settore delle costruzioni ha iniziato a scontare negativamente l’incertezza del referendum ben prima che i risultati fossero noti. Nel dettaglio il sottoindice più penalizzato è stato il quello dell’edilizia delle case, seguita da quella commerciale e dall’ingegneria civile.

Diffusa anche una ricerca del Centro Studi Casa.it, da cui emerge che nel periodo successivo alla vittoria della Brexit, i valori delle trattative sono scesi -5,5%, a fronte di una domanda che è scesa -19% in soli quattro giorni. Anche il mercato degli immobili di pregio ha subito un rallentamento, soprattutto nelle zone top come il quartiere di Kensington e l’area di Notting Hill, mentre in Scozia è boom di richieste (+150%) da parte di famiglie del Regno Unito.

Così Alessandro Ghisolfi, Responsabile del Centro Studi di Casa.it: “Lo spettro di una ‘Bolla Brexit’, sul mercato residenziale londinese viene considerato più che probabile dalla maggioranza degli operatori locali soprattutto per quanto concerne il segmento top del mercato. Sebbene nell’ultimo trimestre i valori di vendita delle case a Londra abbiano registrato una nuova crescita del 9,8%, la Brexit ha, nel giro di poche ore, fatto scendere i valori delle trattative di 5,5 punti percentuali. Oggi le case di Londra valgono in media 33mila euro in meno rispetto ai prezzi record registrati 7 mesi fa, il costo medio di un appartamento è valutato intorno ai 590.000 euro”.

“I dati registrati sui principali portali immobiliari inglesi dicono che le richieste per le case a Londra sono calate del 19% in 4 giorni, mentre la domanda di chi cerca casa in Scozia, proveniente dalle famiglie del Regno Unito, è curiosamente cresciuta del 150% in soli 5 giorni. Anche il mercato degli immobili di pregio Londinesi sta dando segnali di raffreddamento, soprattutto sul lato della domanda interna,che si spera possa essere compensata da una crescita della domanda estera, in particolare da Asia e USA. In particolare le aree urbane più prestigiose del West End sono state quelle più colpite dalla Brexit: il quartiere di Kensington nel secondo trimestre ha registrato un calo della domanda dell’11,8%, seguito da un -10,7% per l’area di Notting Hill”.

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