Regeni: lettere incise sul corpo, sempre più concreta l’ipotesi delle torture
Il corpo di Giulio Regeni, il ricercatore trovato morto in Egitto in circostanze ancora da chiarire, è stato martoriato con l’incisione di alcune lettere con una lama, oltre che percosso, con ossa e denti frantumati: sono questi gli agghiaccianti dettagli contenuti nella relazione del professor Vittorio Fineschi da mesi a disposizione degli investigatori egiziani. Una relazione che sembra escludere definitivamente l’ipotesi, in un primo tempo ventilata dal Cairo, che Giulio potesse essere stato vittima di un incidente. Fra alcune ore il procuratore Giuseppe Pignatone e gli inquirenti italiani avranno un confronto con gli investigatori egiziani. Contenuto nelle 225 pagine di relazione, il dettaglio delle lettere incise sul corpo dovrebbe confermare l’ipotesi italiana: quella che Regeni sia stato torturato, probabilmente da professionisti.
E’ quanto denunciano, ancora una volta, i famigliari di Regeni: “Ci sembra chiaro che le torture che gli sono state inflitte, i tempi e le modalità dei supplizi che nostro figlio ha dovuto sopportare non possono che essere l’opera perversa di qualche professionista della tortura. E’ evidente che non possiamo parlare di incidente ma non riusciamo ancora a capire come si possa dubitare che Giulio sia stato torturato; c’è un’azione mirata e sistematica sul corpo del povero Giulio”.
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